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Porti: mai più penuria di ormeggi

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RENATO MARCONI Fondatore di Marinedi

RENATO MARCONI
Fondatore di Marinedi

Al Salone di Parigi abbiamo incontrato Renato Marconi, l’eminenza grigia dei marina italiani. Per il suo carattere schivo e riservato pochi lo conoscono fuori dal mondo dei marina privati, ma Renato Marconi controlla la più grande rete di porti italiani, Marinedi, che possiede i pacchetti di maggioranza di quasi tutti i 13 porti facenti parte della rete. Una rete che presto si estenderà sino a raggiungere i 25 porti. Ex amministratore delegato di Italia Navigando, Marconi è uno dei maggiori esperti italiani in fatto di marina privati.

 

SVN – Nell’ultima intervista che le facemmo tre anni fa, lei ci disse che nonostante la crisi in Italia non c’era un surplus di posti barca, oggi come si è evoluta la situazione?

R.M. – Nel 2008 i posti barca considerati sicuri, disponibili in Italia, erano 93.000, oggi, a dieci anni di distanza, sono circa 100.000, come vede le cose sono cambiate poco, ma ora stiamo assistendo a un’accelerazione per quanto riguarda l’ultimazione di nuovi porti.

SVN – Secondo lei 100.000 posti barca bastano per rispondere alle esigenze dei nostri diportisti?

R.M. – Credo di sì. In Italia ci sono 150.000 unità che hanno bisogno di un posto barca. Di queste più o meno un terzo trova posto nei circoli velici, negli ormeggi delle associazioni o presso altre strutture, mentre i rimanenti due terzi, ovvero, circa 100.000 barche, sono ricoverate nei marina privati. Come vede più o meno il numero di barche che sono in marina privati e posti disponibili sono in equilibrio.

SVN – Quindi al momento non c’è penuria di posti come accadeva prima della crisi, quando prima di comprare una barca bisognava riuscire ad accaparrarsi un posto barca.

R.M. – Non c’è nessuna carenza e credo che anche nel futuro non si tornerà ad avere carenza di posti. Molte strutture sono in via di ultimazione e il numero di posti barca crescerà con il crescere del mercato delle barche.

SVN – Quale altro cambiamento c’è stato riguardo al mercato dei posti barca negli ultimi anni?

R.M. – Uno dei cambiamenti che si cominciano a notare di più è la presenza, in continuo aumento, di stranieri. La burocrazia italiana e le norme negli ultimi anni si sono semplificate e ora mettono meno paura e questo si trasforma in un maggior arrivo di barche dagli altri Paesi europei.

SVN – Lei è a capo della più grande rete di porti mediterranea, 13 marina per oltre 5000 posti barca, quale è l’obiettivo di un simile sforzo?

R.M. – Creare rete, una rete che possa offrire servizi lungo le coste del Mediterraneo. Una rete all’interno della quale il diportista si possa muovere godendo delle facilitazioni che una rete di queste dimensioni può offrire e uno standard qualitativo riconosciuto.

SVN – Che tipo di facilitazioni può offrire una rete di porti?

R.M. – Se un diportista ha la necessità di tenere la barca ad Anzio durante l’inverno, ma poi d’estate la vuole tenere a Procida per fare le vacanze, può usufruire della rete e, con lo stesso costo che sostiene per Anzio, può avere il posto a Procida d’estate. Stessa cosa la può fare con un qualunque porto della rete o anche più porti. L’unica cosa che chiediamo è che questa necessità sia resa nota al momento della firma del contratto. Questo è un vantaggio che solo una rete di porti può offrire.

SVN – E se decido all’ultimo momento di voler fare sosta in altri porti della rete?

R.M. – Avrà uno sconto del 10% in tutti i porti.

SVN – Quali saranno i prossimi porti a entrare nella rete?

R.M. – Chiavari e Marinara.

SVN – Avete preso anche il porto di Biserta in Tunisia?

R.M. – Sì, stiamo acquistando il 60% delle quote e credo sia un porto strategico per chi vuole navigare in Mediterraneo.

SVN – Prenderete altri porti in Africa?

R.M. – Stiamo trattando per il porto di Sidi Bou Said a Tunisi e abbiamo in progetto di trattare quello di Tangeri in Marocco.

SVN – La maggior parte dei porti della rete è stata acquisita da Marinedi quando erano già stati costruiti?

R.M. – Molti di questi sono parzialmente costruiti e noi subentriamo con l’intento di completarli e gestirne i posti barca, altri li costruiamo di sana pianta e altri ancora li ampliamo.

SVN – Ma non entrate mai al 100% della proprietà?

R.M. – No, in quasi tutti i porti entriamo con il pacchetto di maggioranza, solo di Balestrate e Vieste abbiamo il 100%.

SVN – Prima abbiamo parlato di diportisti stranieri. La rete Marinedi è troppo vasta per interessare solo il mercato italiano; quali sono le sue previsioni, una volta a regime, che percentuale rappresenteranno le barche non italiane.

R.M. – Oggi queste rappresentano il 20% dei nostri clienti, a regime credo che raggiungeremo il 50%.

 

Fonte: SolovelaNet Annuario 2018 – Scarica l’articolo [pdf]